Visita Castro, dal borgo storico alla Grotta Zinzulusa

castro

Esiste, nel Salento, un antico e affascinante borgo medievale torreggiato da un imponente castello e circondato dalle acque cristalline dello splendido mare Adriatico: parliamo di Castro, destinazione turistica imperdibile.

Il borgo di Castro è situato in una posizione strategica tra le più gettonate mete turistiche del Salento. La vicinanza a Lecce, Gallipoli, Otranto e Leuca lo rende una tappa obbligatoria da inserire in qualsiasi itinerario salentino.

Visitare Castro

Il borgo medievale di Castro, situato sulla costa orientale della Puglia, è diviso in due parti ben distinte. Da un lato abbiamo Castro superiore, il magico corso ricco di storia e tradizione, nei pressi del quale sorge la magnifica Cattedrale dell’Annunziata. Dall’altro lato Castro Marina, dove gli amanti della spiaggia potranno godersi il mare salentino, qui più volte premiato con la Bandiera Blu della FEE, un attestato di qualità ambientale di livello europeo.

Per gli amanti dell’avventura sarà possibile visitare le numerose grotte naturali che circondano la baia. Trovandoci nel Salento, la buona cucina non mancherà di certo, e in tutto il borgo sono presenti degli ottimi ristoranti che propongono cucina tradizionale a base di pesce o di carne, molti dei quali offrono anche una vista mozzafiato sulla baia.

Cosa vedere a Castro

Castro, nome che deriva dal latino Castrum Minervae (la Fortezza di Minerva) ha visto colonizzazioni risalenti a tempi molto antichi, come testimoniano i diversi fossili trovati. Fu colonizzata dai Messapi e dai Greci, e nel 682, data la sua fama fu designata come sede vescovile. Castro fu anche colonia degli Arabi, come è accaduto in tutto il Salento, infatti per alcuni anni fu conosciuta come Al Qatara per poi riprendere il suo nome antico.

Se si vuole fare tappa a Castro per godere di un’atmosfera magica in un luogo che sembra appartenere a un altro tempo, è bene sapere qualche nozione prima di lanciarsi all’avventura. Ecco un elenco dei posti più belli che questo borgo ha da offrire:

  • la Chiesa dell’Annunziata, costruita nel 1711 sulle rovine del tempio greco dedicato a Minerva. Al suo interno si può ammirare un affresco bizantino e un’urna in legno che contiene le reliquie di Santa Dorotea, la martire protettrice dei giardinieri;
  • il Castello Aragonese, risalente al XII secolo. Le sue mura solide servivano a proteggere i saraceni dagli attacchi nemici. Al giorno d’oggi avvolgono tutto il centro storico quasi a salutare i turisti;
  • il Parco delle Querce, che ci accoglie passeggiando nell’aperta campagna attorno al borgo di Castro. Questo è un bosco di lecci, raro nel panorama salentino e di grande interesse paesaggistico. Al suo limitare si verrà accompagnati alla zona del porto, con i meravigliosi lidi;
  • la costa di Castro Marina, con spiagge rocciose che affacciano sul lare limpidissimo del Salento;
  • La Grotta Zinzulusa, situata a Castro Marina, che deve il suo nome al termine dialettale “zinzuli”, che in salentino significa “stracci”. Infatti, le stalattiti caratteristiche di questa grotta ricordano tanti stracci appesi. Ma a questa attrazione naturale vogliamo dedicare uno spazio apposito: continua a leggere!

La Grotta Zinzulusa tra storia e leggenda

Il nome della Grotta Zinzulusa, come abbiamo accennato, è dovuto alla presenza di numerose stalattiti che sembrano degli stracci appesi al vento. La grotta è accessibile in barca, percorrendo il cosiddetto sentiero delle meraviglie. Una volta dentro si arriverà a un a pozza di acqua limpida chiamata Trabocchetto, non si sa più il perché di questo nome inquietante. Superato questo, si arriverà al Duomo, una grandissima cavità scavata nella roccia, che i paleontologi stabiliscono essere risalente al cretaceo.

La Grotta Zinzulusa per i suoi aspetti unici rientra tra i dieci siti mondiali tutelati dall’Istituto Karst Walter. Altro sito presente nell’elenco è l’altrettanto famosa Grotta Azzurra a Capri.

La leggenda narra dell’avido Barone di Castro, che nonostante le sue infinite ricchezze costringeva la consorte e la figlia a vivere nella grotta, in povertà e miseria. La figlia in particolare non aveva diritto a studiare né a vestirsi bene. Il padre la costringeva a indossare soltanto degli stracci. Un giorno una fata buona accorse in suo aiuto e le strappò di dosso gli sporchi cenci lanciandoli per aria, i quali ancora oggi si possono ammirare nella prima parte della grotta.

Il barone invece ebbe un tragico destino. Fu fatto sprofondare nel Trabocchetto, che si dice sia talmente profondo da condurre agli Inferi.