Parco della Grottella a Copertino: natura, storia e spiritualità alle porte della città

Non tutti i luoghi da conoscere nel Salento si trovano lungo la costa. Allontanandosi per qualche chilometro dal mare si incontra un territorio fatto di centri storici, santuari, campagne e tradizioni che raccontano un’altra parte dell’identità salentina.

A Copertino, uno di questi luoghi si trova appena fuori dal centro abitato: è il Parco della Grottella, area verde che prende il nome dal vicino Santuario di Santa Maria della Grottella e che rappresenta uno spazio particolarmente legato alla storia religiosa della città.

È impossibile parlare di questo luogo senza incontrare la figura di San Giuseppe da Copertino, conosciuto anche come il “Santo dei voli”. La Grottella fu infatti uno dei luoghi fondamentali nella sua formazione religiosa e ancora oggi costituisce un punto di riferimento per fedeli e visitatori.

Ma ridurre l’area alla sola dimensione religiosa sarebbe limitante. Il rapporto tra parco, santuario e paesaggio circostante permette di avvicinarsi a Copertino con un ritmo differente, scoprendo un angolo del territorio nel quale storia locale, spiritualità e vita comunitaria continuano a intrecciarsi.

Fuori dal centro storico, un volto diverso di Copertino

Copertino viene spesso associata immediatamente al suo castello e a San Giuseppe. Il territorio della città, però, prosegue oltre il nucleo urbano e conserva luoghi capaci di raccontarne la storia da un’altra prospettiva.

Il Parco della Grottella sorge accanto all’importante complesso religioso dedicato a Santa Maria della Grottella. La stessa amministrazione comunale identifica l’area come uno spazio destinato anche ad attività di aggregazione, benessere, sport ed eventi rivolti alla cittadinanza, alle famiglie, ai giovani e alle comunità di fedeli.

Questa caratteristica aiuta a comprendere la natura del luogo. Non si tratta semplicemente del verde che circonda un monumento, ma di un’area strettamente collegata alla vita sociale e religiosa della città.

Qui la dimensione quotidiana incontra una storia che risale a diversi secoli fa.

Per capire il parco bisogna partire dal Santuario della Grottella

Il cuore storico dell’area è il Santuario di Santa Maria della Grottella.

Secondo la tradizione, nella prima metà del Cinquecento venne ritrovata all’interno di una grotta un’immagine della Madonna con il Bambino. Le fonti riportano date leggermente differenti per il ritrovamento, collocandolo comunque intorno alla metà del XVI secolo; la costruzione del santuario viene generalmente fatta risalire al 1557 e collegata al vescovo di Nardò Cesare Bovio.

La tradizione racconta di un pastore alla ricerca di un animale smarrito e del ritrovamento dell’immagine mariana nella grotta. Intorno a quell’effigie si sviluppò rapidamente una forte devozione popolare e il luogo cominciò ad attirare fedeli, fino alla realizzazione dell’edificio religioso.

È proprio dalla presenza della grotta e dell’immagine sacra che deriva il nome Grottella, destinato a diventare inseparabile dalla storia spirituale di Copertino.

Il santuario si trova in una posizione leggermente appartata rispetto al centro cittadino. Anche per questo l’atmosfera è diversa da quella dei monumenti inseriti nel cuore urbano: il rapporto con gli spazi aperti e con il paesaggio circostante contribuisce ancora oggi alla particolare identità del luogo.

San Giuseppe da Copertino e la Grottella

La storia della Grottella acquista un’importanza ancora maggiore nel Seicento, quando si lega alla vita di Giuseppe Maria Desa, futuro San Giuseppe da Copertino.

Nel 1613 la chiesa venne affidata ai Frati Minori Conventuali, che realizzarono accanto all’edificio religioso anche il convento. Proprio in questo ambiente Giuseppe compì una parte fondamentale del proprio percorso. Le fonti dedicate agli itinerari storici di Copertino ricordano che visse qui per molti anni, prima come oblato, poi come novizio e infine come sacerdote.

Il rapporto con la Madonna della Grottella fu particolarmente intenso. La tradizione francescana racconta che Giuseppe era profondamente legato all’immagine mariana custodita nel santuario e associa a questo luogo alcune delle esperienze mistiche che avrebbero contribuito alla sua fama.

San Giuseppe sarebbe diventato noto soprattutto per le estasi e le levitazioni, da cui deriva la popolare definizione di “Santo dei voli”. Oggi è inoltre particolarmente venerato come patrono degli studenti, che tradizionalmente si rivolgono a lui soprattutto nei periodi legati agli esami.

La Grottella permette quindi di conoscere una dimensione meno immediata della figura del santo. Non soltanto il personaggio leggendario associato ai voli mistici, ma il giovane religioso durante gli anni della propria formazione.

Un luogo dove storia e paesaggio si incontrano

Visitare l’area della Grottella significa anche cambiare prospettiva rispetto agli itinerari salentini più conosciuti.

Il turismo nel Salento viene spesso raccontato attraverso spiagge, borghi affacciati sul mare e località balneari. L’entroterra permette invece di incontrare una dimensione differente, nella quale paesaggio rurale, architettura religiosa e vita dei piccoli centri sono strettamente collegati.

È proprio in questo contesto che il Parco della Grottella trova una propria identità.

La presenza del santuario cambia inevitabilmente il modo in cui viene percepito lo spazio circostante. Una passeggiata non è soltanto un momento all’aperto: può diventare l’occasione per conoscere un pezzo della storia di Copertino e comprendere quanto la figura di San Giuseppe abbia inciso sull’identità della città.

Allo stesso tempo, non è necessario essere mossi da motivazioni religiose per apprezzare la zona. Arte, architettura, storia locale e tradizioni popolari rendono il complesso interessante anche da un punto di vista culturale.

Il Santuario: cosa osservare durante una visita

Chi raggiunge il parco dovrebbe dedicare parte del tempo anche alla scoperta del santuario.

L’edificio presenta una struttura a navata unica e conserva diversi elementi collegati alla lunga storia religiosa del complesso. Al santuario sono associati inoltre gli ambienti conventuali che ricordano la presenza francescana e il passaggio di San Giuseppe.

Più che cercare soltanto gli elementi monumentali, però, vale la pena osservare il rapporto fra le diverse parti del luogo.

La Grottella nasce infatti da una devozione sviluppatasi intorno a un’immagine mariana e successivamente cresciuta insieme alla comunità religiosa che vi si stabilì. Secoli dopo, quel rapporto continua a essere leggibile nella vicinanza fra santuario, convento, parco e territorio.

È una stratificazione tipica di molti luoghi salentini, nei quali edifici sacri, racconti popolari e vicende storiche finiscono per diventare parti della stessa identità.

La Grottella all’interno di un itinerario a Copertino

Uno dei modi migliori per scoprire questo luogo è inserirlo all’interno di una visita più ampia a Copertino.

La città offre infatti diversi punti di interesse e permette di costruire un itinerario che alterni monumenti, strade del centro e luoghi legati alla figura di San Giuseppe.

Tra le tappe che possono completare una giornata ci sono il Castello di Copertino, il centro storico e gli altri luoghi josephini presenti in città. In questo modo la visita alla Grottella non rimane isolata, ma diventa uno dei tasselli di un racconto più articolato.

Il vantaggio è anche quello di scoprire una parte del Salento meno legata ai circuiti esclusivamente balneari. Una deviazione verso l’entroterra può trasformarsi così in un’occasione per conoscere città e paesi che conservano un patrimonio storico spesso sorprendente.

Un Salento da vivere con più calma

Forse è proprio questo l’aspetto più interessante del Parco della Grottella: invita a rallentare.

Non servono necessariamente grandi attrazioni per rendere significativo un luogo. A volte basta la possibilità di camminare, osservare un edificio antico, conoscere la storia che lo circonda e scoprire perché quel punto preciso del territorio sia diventato importante per generazioni di persone.

La Grottella custodisce questa dimensione. Da una parte c’è il presente di uno spazio utilizzato anche per la socialità e le attività della comunità; dall’altra c’è una storia che conduce al Cinquecento, alla nascita del santuario e soprattutto alla vicenda umana e religiosa di San Giuseppe da Copertino.

È un equilibrio che racconta bene l’entroterra salentino: luoghi apparentemente semplici che, osservati più da vicino, rivelano secoli di storia.

Per chi visita Copertino, il Parco della Grottella può quindi diventare una tappa diversa dal solito. Non solo una pausa nel verde e non esclusivamente una meta religiosa, ma un punto dal quale leggere il territorio attraverso la sua memoria, le sue tradizioni e il rapporto profondo che continua a unire una comunità ai propri luoghi.